Il bias del sopravvissuto: imparare da ciò che non vediamo


Una lente per leggere decisioni, innovazione e storie di successo senza farsi ingannare dagli “aerei tornati”.

✈️ La lezione degli aerei della Seconda guerra mondiale

Immagina un hangar militare. Gli aerei rientrano dalle missioni con le ali e la fusoliera crivellate di colpi. La risposta “ovvia” è rinforzare le zone più forate. Eppure lo statistico Abraham Wald capì l’opposto: quei velivoli erano sopravvissuti. I colpi che non vedevamo — quelli che abbattevano gli aerei mai tornati — colpivano le aree apparentemente intatte. La lezione è potente: spesso la verità è nei dati mancanti.

Questo è il bias del sopravvissuto: concentrare l’attenzione su chi ce l’ha fatta e ignorare chi si è fermato lungo la strada. Così finiamo per trarre conclusioni parziali e costruire ricette di successo su basi fragili.

🤖 L’errore che ripetiamo nell’AI

Nell’intelligenza artificiale ascoltiamo quasi solo le storie vincenti. Un caso emblematico è IBM Watson Health: per anni raccontato come la rivoluzione in oncologia, tra promesse altisonanti e demo spettacolari. Sul campo, però, sono emerse diagnosi controverse, complessità d’integrazione e costi elevati; la divisione è stata poi ridimensionata e ceduta, ben lontana dalle ambizioni iniziali.

Lo stesso copione si ripete con molte startup AI: qualcuno diventa “unicorno” e resta sotto i riflettori, ma numerose realtà — anche con capitali importanti — si spengono in silenzio. Casi come Babylon Health o Argo AI ricordano che la strada tra laboratorio e mercato è lunga e accidentata, e che l’hype non sostituisce la prova di valore reale.

Se guardiamo solo ai sopravvissuti, la traiettoria dell’innovazione appare lineare e inevitabile. Non lo è: è fatta di iterazioni, tentativi scartati, contesto e probabilità.

🎓 Il mito dei miliardari “senza laurea”

Quante volte sentiamo dire: “La laurea non serve, guarda Gates, Jobs, Zuckerberg”. Sono storie vere ma eccezionali. Bill Gates lasciò Harvard in un contesto irripetibile: capitale, contatti e un ecosistema unico. Zuckerberg creò Facebook dentro un ambiente che forniva talenti, infrastrutture e opportunità straordinarie.

Per ogni biografia scintillante, esistono migliaia di percorsi simili senza il lieto fine. Allargando l’inquadratura, l’istruzione terziaria resta correlata a maggiori opportunità e minori rischi di esclusione. Scambiare l’eccezione per regola è proprio l’effetto del bias del sopravvissuto.

🔍 Come usare questa lente nelle decisioni

Applicare davvero questa consapevolezza significa cercare le storie mancanti. Quando valutiamo un progetto, una tecnologia o una scelta di carriera, chiediamoci: quali voci non sto ascoltando? Quali tentativi non hanno superato la selezione naturale della visibilità? Quali vincoli il successo altrui ha eluso grazie al caso o al contesto?

Il successo non è un manuale scritto dai sopravvissuti: è un mosaico di tentativi, fallimenti, circostanze e resilienza. Accettarlo non è pessimismo; è lucidità.

Domanda guida: “Quali storie non sto vedendo?”
È spesso lì, nell’invisibile, che si nascondono le lezioni più preziose.


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